Fuochi d’artificio

La musica da sogno, quel bellissimo volto che mi sorrideva e poi, i fuochi d’artificio. Quei colori così belli e lucenti mi riportarono indietro nel tempo, in un attimo.

La casa di pietra, il suo faro, il mare. Ricordo che piangevo: volevo mia sorella. Mi chiedevo perché mi avesse abbandonato, perché fosse andata via lasciandomi da solo. E poi, mi chiedevo perché non tornava da me.

Vidi Selphie correre di fuori con un qualcosa in mano, Irvine la seguiva. Seifer corse più forte di tutti. Era notte e la luna risplendeva nel cielo.

: “Ma siete impazziti! Se ci scopre la madre!” : “Quistis, basta fare la maestra! Ci vogliamo solo divertire un po’” disse Seifer con la sua solita aria da prepotente. : “Quistis ha ragione, io…lo vado a dire alla madre”. : “Zell, smettila di piagnucolare”. Seifer fece brillare il primo fuoco e tutti alzarono gli occhi al cielo. Che spettacolo.

Selphie si mise a saltellare, Zell, per un attimo, smise di piangere. Poi…il secondo e poi il terzo. Zell si riprese e disse: “lo dico alla madre”. Corse via. Tornò poco dopo con nostra madre Edea. Furono sgridati, puniti, ma per un istante gli occhi della madre guardarono quel bagliore e s’illuminarono. : “Io ve lo avevo detto. Avete visto che siamo stati sgridati?” disse Quistis guardando Seifer.

Io mi ero ormai calmato; Zell, invece, se ne andava dietro alla madre con addosso gli sguardi di tutti.

Mi dicevo: “Tornerà”. E guardavo il cielo. La luna brillava, le stelle erano offuscate da ancora un piccolo fuoco…come in questo momento.