Occhi su mia madre

 Mi capita ogni volta, ogni volta che entro in quella stanza.

Mi capita così di guardarla per caso e poi… il mio sguardo viene catturato da quella foto! I capelli castani, l’abito rosso, il pianoforte, il bar dell’hotel di Deling City.

Avevo cinque anni quando mia madre è morta ma io… non la dimenticherò mai! Lei era una pianista ma il suo sogno era sempre stato quello di essere una cantante. Però una canzone l’aveva scritta, ed era anche una bella canzone. Ricordo ancora quando suonava nella sua stanza… in questa stanza. Il pianoforte è ancora qui! Sfioro i suoi tasti e rivedo lei, il suo sorriso. Mi siedo e penso a lei. Il suono delle sue canzoni poi…il suo sguardo su di me. Io le sorridevo ed allora lei mi prendeva in braccio, mi faceva sedere sulle sua ginocchia e poi…iniziava a cantare.

: “Whenever sang my songs, on the stage, on my own. Whenever said my words, wishing they would be heard. I saw you smiling at me was it real or just my fantasy, you’d always be there in the corner of this tiny little bar”.

Il bar…il piccolissimo bar dove lei lavorava. Chissà quanta gente c’era quando lei suonava? Chissà chi c’era che la guardava? E’ strano…questa canzone sembra quasi una dedica eppure mia madre ancora non conosceva mio padre! Ma allora…per chi era questa canzone?

: “My last night here for you, same old songs, just once more. My last night here with you? Maybe yes, maybe no. I kind of liked it your way, how you shyly placed your eyes on me. Oh, did you ever know? That I had mine on you”.

 Una canzone d’amore! Già, è proprio una canzone d’amore. Cantava dolcemente, la sua voce riecheggiava nell’aria. Ogni tanto posava i suoi occhi su di me. Oh, se ne era mai accorta? Che io avevo i miei su di lei.